sabato 21 aprile 2012

No alla violenza sulle donne: brainstorming in rete

Dal 16 al 29 aprile Aied ha lanciato un confronto in rete, un vero e proprio "brainstorming", su un tragico tema, su cui davvero abbiamo bisogno di una rivoluzione del pensiero. E' la violenza su e contro le donne: tendiamo sempre a rimuoverne i veri significati, se è vero che (come è vero!) che una donna viene assassinata ogni 2 massimo 3 giorni, e non solo in Italia, ma in tutta Europa. E da chi? sempre da un "maschio della famiglia": il marito, il padre, un fidanzato, un amante.. Dunque non è un problema che si può considerare "sporadico". Le statistiche dicono che si tratta di una malattia sociale. Parlarne, capire di più, è il primo passo obbligato, la strada per uscirne. Partecipiamo all'iniziativa Aied.

lunedì 16 aprile 2012

16 aprile. A fianco dei bambini! La legge migliora, ma cresce la mafia: tocca a noi agire

Diciotto anni sono passati! Se il racket non l’avesse ucciso, siamo certi che ad oggi Iqbal avrebbe cambiato molto, in questo nostro mondo, e sarebbe una speranza per tutta l’umanità: un intelligente giovane uomo di 30 anni.Invece fu ucciso a soli 12 anni, nel 1995, perché ancora così piccolo era già simbolo internazionale nella lotta contro il lavoro minorile: una lotta stroncata, con quell’assassinio. Da allora il 16 aprile è Giornata Mondiale contro lo sfruttamento minorile: ma quanto se ne parla? Chi se ne ricorda? sono centinaia di milioni i bambini vittime dell' "economia informale", priva dei requisiti più elementari di sicurezza e che per retribuzioni miserabili li rende schiavi, dai 4-5 anno in su,
nelle fabbriche di mezzo mondo. E non si tratta solo delle classiche botteghe di tappeti, ma di fabbriche locali che alimentano tutti i settori manifatturieri e di abbigliamento, di cui si avvalgono anche le più note multinazionali, oppure quelle dell’agricoltura, dalle grandi piantagioni all’industria alimentare.
Il lavoro minorile è diffuso ovunque, anche se in diversa misura e caratteristiche: l'Africa sub-sahariana ha la più alta percentuale, seguita da Asia, Medio Oriente e Nord Africa; e poi Asia-Pacifico, America Latina e Caraibi.
Sono i paesi sviluppati e le economie in transizione, dove le leggi sono maggiormente rispettate, che hanno in assoluto il minor numero di bambini al lavoro: qui però i bambini vengono sfruttati senza remore in un settore che ne danneggia l’anima, quello della pubblicità e dello spettacolo.
Le leggi migliorano, ma come mai tutti questi problemi peggiorano? Dalla morte di Iqbal i numeri della schiavitù infantile sono costantemente cresciuti, e ora si è fatto poderoso, e continua a crescere, anche il commercio di bambini schiavi a scopo sessuale.
Tocca a noi agire: è l’opinione pubblica, e la coscienza individuale di milioni di persone, la sola forza capace di fare sufficiente pressione contro certe tragedie.
Vediamo i progressi legislativi, nel mondo e in Italia:
1919. Convenzione sull'età minima stilata dalla Conferenza internazionale del Lavoro: è il primo tentativo di arginare lo sfruttamento minorile
1924. Convenzione di Ginevra o Dichiarazione dei diritti del bambino: adottata dalla quinta Assemblea Generale della Società delle Nazioni
1989. Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia: approvata dall'ONU. Si stabilisce che i bambini hanno il diritto "di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso".
1991. Legge 176 del 27 maggio: l'Italia ratifica il testo della Convenzione sui diritti del Fanciullo approvato dall'ONU nel 1989
1998. Carta di Impegni: sottoscritta dai sindacati, organizzazioni datoriali e Governo di centro-sinistra, rappresentava un importante passo avanti nella lotta allo sfruttamento minorile in Italia.
Peccato sia stata abbandonata e disattesa sia da parte dei Governi sia delle impres. Il programma dell'Unione prevede, oltre che l'istituzione di un Garante per l'infanzia e l'adolescenza, un Osservatorio nazionale sulla dispersione scolastica e sul lavoro minorile.
L’Italia ha il Garante dal 2011: ma cosa fa?
Da: Petizione per mettere fuori legge i concorsi per bambini
la nota Combatti per i bambini! Le leggi migliorano, ma crescono le mafie: tocca a noi agire

sabato 24 marzo 2012

Acqua

Il 22 marzo 2012 è stata la ventesima Giornata Mondiale dell’Acqua: ricorrenza istituita dall’Onu nel 1992 allo scopo di focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla preziosità di un elemento indispensabile alla vita, diritto inalienabile in teoria. In pratica: negato a moltissimi.
L’associazione UNWATER cerca di sensibilizzare il mondo intero riguardo alla necessità sempre più urgente di attuare una vera politica del risparmio e del rispetto verso questo elemento. Bisogna rispettare l'acqua, perché senza di essa siamo morti. Bisogna risparmiarla e tenerla pulita, perché tanti ne sono privi. 
E io aggiungo: ringraziate l'acqua ogni giorno, chiedetele scusa, abbiatene cura. Amatela: come fosse un essere vivente che vi ama e dona tutto per voi. 
Perché è esattamente questo, l'acqua.

lunedì 19 marzo 2012

Love you, dad


Per il mio papà, per tutti i papà, per quelli che non sono ancora diventati papà, ma lo diventeranno, e per tutti i loro bambini.

mercoledì 29 febbraio 2012

#freerossellaurru

Liberate Rossella: una sola frase, ormai come un sussurro che ovunque vola nel vento.

Vai al sito per la liberazione immediata di Rossella, aperto dai suoi famigliari.

lunedì 20 febbraio 2012

Un appello a tutte le blogger professionali

E chi ci sente a noi? nessuno, noi ci sentiamo solo fra noi, e ci sentono quelli che ci vogliono sentire: quelli che senza nemmeno saperlo ci vengono a cercare, ci leggono perché cascano su quel tema, su quell'altro.. non certo perché siamo opinioniste.. e tanto meno riconosciute da qualcuno, e tantomeno di tendenza... l'unica cosa che si tende, qui, è l'elastico del nostro tempo speso gratis.
Noi siamo le BLOGGER OSCURE: le tantissime che fanno uno straordinario lavoro sulla rete (ma sui giornali hanno pochissima voce), quelle a cui si rivolge una blogger di punta, opinionista riconosciuta. Ma forse.. anche se titola "a tutte le blogger italiane", un dubbio ci viene: forse non era a NOI che pensava davvero, ma solo alle Zanardo, alle Lipperini. alle 27esima Ora.. e basta?
Chissà.. trovo QUI L'APPELLO di Gioia alle Zanardo e alle Lipperini, io il suo lieve bzzbzbzz lo sento sempre, e penso che ha ragione. Chi ha orecchie per intendere intende; e noi fra di noi le abbiamo. E allora, non solo lo vorrei rilanciare ma mi monto anche la testa: lo estendo a tutte le blogger professionali. Penso.. alle Zanardo, alle Lipperini, alla Cosenza, alle 27esima Ora, e alla Terragni in primis: care amiche, voi siete già ascoltate e affermate; voi siete pagate per fare questo lavoro, o in qualche modo ripagate; voi vi battete per le donne e noi guardiamo a voi come le nostre voci. Per favore, non deludeteteci. SOSTENETE QUESTA RETE, è questo il modo di sostenere le più piccole, di "dare voce alle donne". Voi la voce l'avete già, siamo noi che non l'abbiamo. Invece di invocare una "rete fra donne che ancora non esiste", fate spazio a questa, che ormai è nata: come erba che buca l'asfalto è lì, e si vede. Basterebbe un solo post di sostegno,  a questo progetto aperto a tutte, in ognuno dei vostri blog; offrire questo gesto, e accogliere l'invito a portare, anche voi, un piccolo contributo a quel meraviglioso laboratorio.. Questo basterebbe per farla volare, questa rete per tutte. 


Naturalmente..  di essere sentite magari ci speriamo... ma NON ci contiamo.
Si fa così per fare, certe cose non si fanno per il frutto, ma perché è giusto farle.

martedì 14 febbraio 2012

Ferruccio Miraglia: quando una rivoluzione del pensiero diventa realtà

In questi giorni, piano piano, dopo una operosa, lunghissima vita.. se ne è andato il professor Ferruccio Miraglia. Non importa se non avete mai sentito il suo nome.. sappiate solo che voi donne, se siete state accompagnate a partorire affettuosamente e in modo non medicalizzato, di questo siete debitrici a lui. Se vi hanno preparato al parto infondendovi fiducia nella vostra capacità naturale di sostenerlo, dandovi gli strumenti per affrontarlo nel modo più sereno, se avete imparato in gravidanza cos'è il training autogeno.... e se voi uomini avete potuto assistere, confortare la vostra compagna e condividere con lei quel momento irripetibile: tutto questo, lo dovete (lo dobbiamo) anche (soprattutto) a lui. 
Perché pensare a lui mi fa pensare a una "rivoluzione del pensiero" realizzata? perché il suo lavoro, insieme a quello degli altri che con lui difesero il concetto del parto naturale in tutto il mondo, ha sottratto l'evento del parto alla medicalizzazione che negli anni Sessanta tendeva ad alienare la donna, sottoponendola a inutili overdose di farmaci e parti cesarei.
Lui fu il pioniere che introdusse in Italia, inizialmente, il metodo Lamaze e sviluppò successivamente la metodica del RAT training; lui, comprendendo la profonda importanza dell'evento del parto anche sul piano esistenziale, da medico lasciò spazio agli psicologi: tutti ricordano le "sue" psicologhe, che entravano anche in sala parto; fu lui che da Primario all'Ospedale di Vimercate diede avvio alla psicoprofilassi e dal 1972 le diede forma definitiva, a Milano, nel mitico reparto del Buzzi. Qui creò una vera scuola e i suoi allievi di allora continuano ad applicare le sue regole nelle divisioni di maternità che dirigono negli ospedali di Milano, Lecco, Vimercate, Carate Brianza, Prato... E infatti, proprio grazie al suo lavoro, è nata e oggi ancora opera la Società italiana di Psicoprofilassi.
Questa sua bella foto è dell'anno scorso: aveva quasi 99 anni e ancora lavorava.
E, ora che se ne è andato, lo voglio ricordare con tutto l'affetto che merita da noi donne. Ma attenzione: la rivoluzione del pensiero va fatta ogni giorno.. lo sapete che è in vertiginoso aumento il ricorso al parto cesareo? eppure il parto cela in sè l'esperienza esistenziale che vi può cambiare nell'intimo anche attraverso l'accettazione del suo traumatico travaglio: visto non certo nell'aspetto punitivo! ma iniziatico.  
...A tutte le donne dico: DIFFIDATE da chi vi magnifica le promesse velenose di parti "indolori" a suon di farmaci, di presunti pregi del cesareo e perfino.. infine..di pillole che vi faranno "vivere meglio" facendovi sparire le mestruazioni



Questo è l'ultimo libro che il prof. Miraglia ci ha lasciato.. e QUI ne trovate un'anteprima in digitale.

venerdì 3 febbraio 2012

Nasce la RETE DELLE RETI FEMMINILI

Silenzio. Il web sta partorendo.
Dopo una lunga gestazione, che tramava nel buio come carne e sangue che si addensano non visti, sta venendo alla luce una creatura che era nell’ “aria” da tempo.. ve ne siete accorti?
Una creatura messa al mondo dallo sforzo congiunto del pensiero femminile, ma non solo: anche dall’aiuto degli uomini solidali con il genere femminile, e in grado di stare al fianco delle donne perché capaci di collaborare con loro senza sentirsi minacciati né sminuiti… 
il bambino, che si chiamerà la RETE DELLE RETI FEMMINILI, sta mandando DA QUI i suoi primi, teneri vagiti... servono mamme, tate, sorelle, collaboratori e sostenitori di ogni natura. Chi si offre?


La Rete delle reti intende essere un nuovo strumento COLLETTIVO per fare RETE FRA DONNE. E' suo scopo immediato e concreto mettere a disposizione di tutte un CONTENITORE TRASVERSALE e INTERATTIVO volto ad accelerare il processo di formazione del "cervello collettivo" del pensiero femminile.
Il metodo guida sarà dunque esplicitare e valorizzare i contributi di tutte, in modo di rendere più semplice, per tutte, entrare in relazione, scambiare pensieri e sostenersi più fattivamente le une con le altre.
L'obiettivo PRIMARIO di questo progetto è infatti valorizzare e connettere il pensiero femminile, che è ovunque in pieno risveglio, per sostenere l'identità femminile e potenziarne l'azione nel mondo. 
La sfida è anche che, nel tempo, una simile "rete delle reti" sappia estendere le proprie connessioni in modo da non limitarsi alla realtà italiana ma di "internazionalizzarsi" stimolando lo scambio delle esperienze.

Ma.. come ci piace questa cosa del "cervello collettivo del pensiero femminile"! :-))

giovedì 26 gennaio 2012

Luci d'amore: strade, piazze, davanzali

Questa sera, al calare del buio, migliaia di piccole luci si accenderanno ovunque, tenendo accesa simbolicamente la speranza che la violenza contro le donne si plachi, e mostrando concretamente anche il segno di una ferma volontà: di agire, finalmente, per spezzare la catena di un insensato dolore che si perpetua per ignoranza e paura.

LUMI AI DAVANZALI e FIACCOLATE in tutta Italia contro gli assassinii delle donne.

Secondo “Noi donne” in cinque anni (dal 2005 al 2010) sono state uccise in Italia dai “loro uomini” (mariti, spasimanti, fidanzati, fratelli) ben 650 donne. Le donne uccise nel 2010 sono state 127; 137 nel 2011, e nel 2012, nel solo mese di gennaio, il bilancio è già a 13 assassinii. E’ l’indifferenza, lo stare a guardare, considerando questi fatti “ineluttabili”, il terreno di questa follia.
E’ dire basta tutti insieme che può cambiare la mentalità strisciante che lo consente.

Oggi, tutti possono partecipare dalle proprie case: dalle h. 18 ognuno partecipi accendendo un segno di luce (una fiaccola, una candela, una torcia elettrica, una lampadina, un lumicino) sui propri davanzali.
Chi può, inoltre, partecipi alle fiaccolate che si svolgeranno in diverse città d’Italia; questi sono TUTTI gli appuntamenti nelle piazze:
• ANCONA: h. 18 in Piazza Roma
• CATANIA: h. 16,30 assemblea in aula 2, Fac. Lettere e Filosofia – Monastero Benedettini; h. 18,00 inizio fiaccolata
• FIRENZE: h. 19,30 in Piazza della Signoria
• GENOVA: h. 17,30 in largo E. Lanfranco, zona Corvetto
• LOCRI: h. 17.30 in Piazza dei Martiri  
• MASSA: h. 18 davanti al Teatro Guglielmi
• MILANO: h. 18.30 in Piazza Mercanti
• NAPOLI: h. 18,00 in via Roma - ingresso Galleria Umberto I°.
• RIMINI: h. 18 davanti alla Casa delle Donne in p.zza Cavour
• ROMA: h. 19 in Piazza SS.Apostoli
• TORINO: h. 18 Piazza Castello angolo Via Garibald