Sono arrivata a una conclusione ovvia, ma che è ancora più stupefacente in quanto ovvia: il mondo non solo va velocemente verso la distruzione, ma questo fatto ci viene accuratamente nascosto. Noi crediamo di essere al corrente, ma non ne sappiamo davvero quasi niente. Come possiamo scegliere i nostri politici se non siamo informati su quali siano le reali priorità per il pianeta e per ciascuno di noi? A cosa ci servirà "salvare l'economia" (anche ammesso che si possa bere l'assurdità che le strategie attuali possano farlo), se a breve non avremo nemmeno abbastanza cibo, e terra e acqua per sopravvivere? Ora anche gli scienziati più scettici, che per anni hanno combattuto l'idea del riscaldamento globale come "balla allarmistica", si stanno seriamente spaventando. Di fronte a certe notizie (qui solo una a titolo d'esempio, ma sono miriadi, e su tutti i fronti) i nostri governanti dovrebbero sobbalzare sulla sedia e - invece di combattersi l'un l'altro come galline che si azzuffano per niente, consultarsi per correre urgentemente ai ripari. Ma non lo fanno, e si guardano bene dal tenerci informati: altrimenti sarebbe automatico ribellarci tutti come un sol uomo ed esigere un cambio di rotta totale. Invece - sempre per dirne una, una sola - il nostro Ministro Passera cosa fa? dichiara che il futuro dell'Italia è nel petrolio. E i nostri governi come sempre, invece di occuparsi dell'umanità di cui sono responsabili, si preoccupano solo di astratti "soldi" in combutta con affaristi irresponsabili. Tutto normale, d'accordo. Niente di nuovo. Vero. Ma allora, se lo sappiamo, perché continuiamo ad accettarlo? perché non si può fare altro? Perché non troviamo risposte alla domanda "CHE FARE"?
Non credete che cercare dei "bravi candidati" fra i partiti che da sempre sono complici di tutto questo, sia un nonsense? Non dovremmo invece lavorare tutti, seriamente e decisamente, a un modo veramente nuovo di far politica? Bene, molti diranno che questa è ingenuità e follia; io invece sono fra quelli che credono sia ingenua follia andare avanti a seguire uno schema fallimentare come abbiamo sempre fatto. Ci serve un nuovo movimento. Nuovo anche rispetto a chi si propone come tale, ma che della politica distruttiva mantiene i toni e una relazione pericolosa con il conflitto come fosse un valore, quando invece è precisamente il costante ricorso al conflitto quel tilt che impegna gli esseri umani a combattersi costantemente, gli uni contro gli altri, come cellule cancerose in un organismo stremato.
Forse le donne.. donne come queste! forse dalle donne qualcosa di veramente nuovo potrebbe nascere. E' il mio mantra, mi spiace, non riesco a pensare ad altri "soggetti collettivi" in grado di farsi carico di un'iniziativa così grande.
Forse le donne.. donne come queste! forse dalle donne qualcosa di veramente nuovo potrebbe nascere. E' il mio mantra, mi spiace, non riesco a pensare ad altri "soggetti collettivi" in grado di farsi carico di un'iniziativa così grande.
Di seguito la traduzione dell'articolo di Richard A. Muller (eminente scienziato fino a poco fa fiero oppositore degli "allarmismi" sul riscaldamento globale) apparso sul New York Times il 28 luglio scorso: e ora fondatore del progetto "Berkeley Earth Surface Temperature".












