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sabato 22 ottobre 2011

Caro Blackbloc, listen to me

Com'è che la protesta del 15 ottobre si è svolta in 82 paesi del mondo in modo nonviolento, costruttivo e sereno? E che di questo immenso insieme di persone determinate e pacifiche l'Italia è stata la PECORA NERA..? Gli esasperati - con la violenza che ne deriva, ci sono ovunque, ma le polizie di tutto il mondo a quanto pare hanno saputo prevenirli.  Solo qui, all'enorme manifestazione di Roma, un'infima minoranza, scatenando violenze inaudite, ha portato al coma immediato un movimento nascente di cui avevamo (abbiamo) vitale bisogno.
Come mai? il nostro Ministro dell'Interno dovrebbe nascondersi, e dare le dimissioni, invece di incalzare con proposte illiberali.
Ci auguriamo solo che tutto questo non accechi qualcuno anche all'interno del Movimento: speriamo che prevalga decisamente la certezza che "la guerriglia urbana non può più essere considerata un sacro esercizio rivoluzionario". E' solo uno strumento di una mentalità vecchia e perdente, di cui abbiamo già fatto esperienza, lontana anni luce dalle convinzioni della stragrande maggioranza dei manifestanti del 15 ottobre. 
Però forse l'argomento della violenza non è stato abbastanza approfondito: questo catastrofico evento può essere l'occasione di riflettere e, spero, di decidere di dare una connotazione fortemente, dichiaratamente e consapevolmente di nonviolenza a tutte le espressioni di portesta che reclamano un mondo nuovo. Perché, o scegliamo modalità NUOVE, o nessun cambiamento avrà luogo: saranno possibili solo peggiornamenti di una situazione già fuori controllo. 
Caro Black bloc, forse non è vero che siete tutti infiltrati, o gente pagata che viene dalle tifoserie; forse tu sarai fra quelli che credono in ciò che hanno fatto, convinti che fare "passeggiate innocue" non serva a niente.. ma certo è stato un vero dispiacere rivederti.


E già che ci siamo vi segnalo un appello alla nonviolenza promosso da "Mondo Senza Guerre e Senza Violenza".

venerdì 30 settembre 2011

Buon compleanno, Mahatma Gandhi! 2 ottobre, giornata mondiale della non-violenza

Giornata Mondiale della nonviolenza: appuntamenti

Milano: 
Domenica 2 ottobre 2011• dalle h. 15 Festa della nonviolenza in piazza Mercanti. Alle h. 18,00 flashmob danzante
Roma: 
Domenica 2 ottobre 2011 Run this way. La nonviolenza corre tra noi
h. 15 Piazza Damiano Sauli, alla Garbatella: corsa podistica per la nonviolenza (l'appuntamento è alle h. 8 per i partecipanti alla corsa) 
Torino: 
Domenica 2 ottobre 2011Facciamo marciare la Nonviolenza
marcia della Pace, con letture e spettacoli, che prenderà avvio da Piazza Cavour: h.14,00 appuntamento sotto la statua di Gandhi
L'azione nonviolenta è una tecnica con cui le persone che rifiutano la passività e la sottomissione, ma ritengono essenziale combattere, possono vincere il conflitto senza violenza. L'azione nonviolenta non è un tentativo di evitare o ignorare conflitto: è una risposta al problema di come agire efficacemente in politica, e di come esercitare efficacemente il potere  (Gene Sharp, "The politics of nonviolent action").
Il principio della nonviolenza - noto anche come resistenza nonviolenta - rifiuta l'uso della violenza fisica o verbale al fine di perseguire la verità e raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici. Inizialmente considerata un'opzione utopica, è stata adottata in massa da popolazioni di tutto il mondo nelle campagne per la giustizia sociale.
Promossa dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2007, con lo scopo di diffondere la cultura della pace, la Giornata internazionale della nonviolenza viene commemorata il 2 ottobre, data di nascita del Mahatma Gandhi.  
QUESTO 2 ottobre, a Montichiari, anche un appuntamento nonviolento in difesa degli animali: protesta contro l'allevamento di beagle destinati alla vivisezione.

I regard myself as a soldier, though a soldier of peace. I know the value of discipline and truth. I must ask you to believe me when I say that I have never made a statement of this discription that the masses of India, if it became necessary, would resort to violence. I regard myself as incapable in my lucid moments of having, ah, of making a statement of this character. (Gandhi; meeting in the Victoria Hall, Geneva; December 10th, 1931)