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venerdì 3 settembre 2010

Petrolio e preghiere

La nuova esplosione di una piattaforma nel Golfo del Messico sta mandando in (ulteriore) panico la Louisiana.
Nel frattempo, dal mare e dalle coste devastate arriva una notizia stranamente incoraggiante... surreale nelle sue promesse positive; anche se per ora solo accennate.
L'esistenza di batteri mangia petrolio era nota da tempo; ma questa volta non si tratta dei batteri già noti: sembrerebbe che, in uno sforzo prodigioso di autodifesa, le acque siano riuscite a "produrre" (o a moltiplicare rapidissimamente) un qualche microrganismo finora sconosciuto (ora battezzato "Spirillo dell'Oceano") in grado di degradare, e neutralizzare, il petrolio a velocità prodigiosa.
“Non abbiamo mai visto nulla di meglio del lavoro svolto da questo batterio” ha dichiarato Terry Hazen (direttore del Dip. Ecologia del Lawrence Berkeley National Laboratory), precisando che i test del DNA dimostrano che i batteri sono dotati dei geni necessari per la "digestione" dell’olio. E a qualcuno piace pensare che il lavoro della Natura vada sostenuto e incoraggiato con tutta la forza e l'amore di pensieri costruttivi.

venerdì 23 luglio 2010

Promuoviamo una chiamata planetaria

E' arcinoto, in realtà, che la piattaforma Deepwater Horizon fosse un chiaro pericolo ben prima della catastrofe di aprile.. tanto che da tutti gli addetti ai lavori era soprannominata NIGHTMARE.
Ma ora - dal NY Times ai giornaletti nostrani - come fosse uno scoop, salta fuori che gli operai avevano seri dubbi sulla sua sicurezza prima dell'esplosione.
Intanto, è di stanotte la notizia di un'imminente tempesta che, non solo costringe a evacuare le navi e i soccorritori, ma potrà avere imprevedibili conseguenze sulla catastrofe già in atto.

In tutto questo, la BP cosa fa? convoca una conferenza stampa internazionale in cui implora perdono, riconosce il proprio crimine, avvisa dei pericoli, chiede aiuto? chiama tutti gli Stati del mondo implorando di deporre le armi per correre in soccorso della catastrofe planetaria?
Macché: minimizza. "Minimizza". In mille modi: boicottando la diffusione delle immagini degli animali straziati, fino a ritoccare le foto.
Chi sa, e dovrebbe informare e rimediare, minimizza.
Ma la BP è in buona compagnia: la Exxon è solo uno degli infiniti esempi di multinazionali del crimine, tutte impegnate in guerre senza quartiere contro il protocollo di Kyoto e a supportare forze militari criminali che, in cambio, fanno i cani da guardia ai loro impianti, uccidendo e torturando gli oppositori.
Gli scienziati seri sono voce che grida nel deserto, i potenti sono assordati dalle loro stesse bombe e non sentono.

I grandi inquinatori, inoltre, hanno anche grandi mezzi per comprare autorevoli pareri: quelli degli scienziati disonesti.
Due giorni fa ne parlava un trafiletto su un piccolo, intelligente giornale, il quale si poneva un problema che dovrebbe gridare a caratteri cubitali, tutti i giorni, dai maggiori quotidiani:

CHE NE SARA' DI NOI, se non possiamo contare sull'onestà intellettuale di chi ci dovrebbe dire cosa sta accadendo attorno a noi e cosa sarà del nostro futuro?

E del resto, dico io.. CHE NE SARA' DI NOI, se i governanti di tutto il mondo si credono davvero ciascuno su un'isoletta separata dalle altre, dove farsi i propri porci affari (in particolare relativi alle loro piccole porche tasche private), senza vedere al di là del proprio naso? E anziché correre ai ripari SONO I PRIMI FAUTORI DEL DISASTRO?

Ma soprattutto, aggiungerei: CHE NE SARA' DI NOI, se le "guide spirituali" rappresentate dalle religioni monoteiste (cioè le più grandi chiese del mondo intero) sono tutte impegnate, col microscopio, a dogmatizzare l'aria fritta, a imporre regole moraliste per microbi, e in particolare a fare a pezzi come insetti le donne, e SE NE FOTTONO SEMPRE E ALLA GRANDE dei crimini contro il creato? anzi, supportando una fazione o l'altra, spesso li fomentano?

La risposta è: non aspettiamo di saperlo.
Non credete che dovremmo iniziare a lanciare un appello, serio e deciso, a tutti questi ridicoli, pericolosi irresponsabili, che decidono per noi?
A partire da un "capo" molto simbolico.. per esempio:

PAPA BENEDETTO XVI: dove cavolo sei?
davvero il tuo principale problema è imbellettare la chiesa per nascondere i suoi peccati? oppure preoccuparti per i suoi miserabili privilegi? oppure per i ridicoli dogmi polverosi che costituiscono la sua "identità"? SVEGLIA!
CHIAMA A RAPPORTO I POTENTI DELLA TERRA! Spiegagli che stiamo andando a picco, e ci finiranno pure loro.. che si diano da fare.
GRIDA AI QUATTRO VENTI:
Basta guerre! Qualunque cosa stiate facendo: fermatevi, c'è un problema più urgente.
Radunatevi, SUBITO, in un summit internazionale per affrontare insieme questa maledetta marea nera.
E correte a risolvere il più grave pericolo che sia mai gravato sul Creato intero.

Ma sbrigati, però: guarda che ci finisci pure tu nel baratro, Santo Padre. Davvero non te ne accorgi?
Devo dirtelo io, una donnetta del cavolo, quello che DEVI FARE!??!!!??

O devo correre IO, a fare l'APPELLO PLANETARIO, perché tu non ci arrivi?

venerdì 28 maggio 2010

3 milioni di litri al giorno

Questo post è mutuato da quello oggi pubblicato dal Partito dell'Amore, che trovate qui. Perché solleva una riflessione pienamente in linea con le convinzioni e gli scopi del nostro blog.

"3 milioni di litri di petrolio al giorno, da 37 giorni, fa ad oggi 110.000.000 di litri di petrolio già fuoriusciti dalla falla, a cui si aggiunge l'immane mole di altre sostanze dissennatamente scaricate in quantità stratosferiche con la speranza di "migliorare" o camuffare la situazione, quali solventi come il Corexit (4 volte più tossico del petrolio stesso), gli esplosivi, il cemento eccetera.
E NESSUNO ha ancora la più pallida idea di come fermare l'emorragia del Pianeta, che lì sta, senza soccorso, come un organismo ferito, con la giugulare aperta.

Chi di noi è disposto a guardare in faccia DAVVERO quello che sta succedendo?
Diciamo la verità... non guardare dà l'illusione che questo incubo apocalittico sia meno vero. O forse.. che forse, chissà.. che mentre ci distraiamo magari.. qualcosa migliori...

Accendi la televisione. I soliti burattini straparlano. Si preoccupano delle loro piccole beghe, e soprattutto di gestire, eternamente, i loro piccoli abusi salvando la faccia e i propri miserabili vantaggi, trafficano senza posa ciascuno col proprio carico di piccoli disastri nazionali, piccole ecocatastrofi, piccole guerre e traffici di ogni genere, piccoli genocidi e latrocini... tutte "piccole" tessere della distruzione da cui è difficile intuire la diretta ricaduta sulle loro minuscole, isolate e privilegiate esistenze. Come lo sono, in scala minore, i gesti distruttivi della miriade di ancor più piccole marionette, quelli che nella propria vita, allo stesso modo, combattono per piccoli successi, sgomitando gli uni contro gli altri in incessanti competizioni, per emergere, per farsi invidiare, per prevalere anche solo un po'.. ancora un altro po'; senza alcuna visione delle ricadute che, in bene o in male, hanno i loro pensieri ed azioni sul mondo, e dal mondo a loro stessi.

Ma questo evento, oggi, ora? Neanche questo, ci dice qualcosa?
Come possiamo non vedere, finalmente e una volta per tutte, che siamo cellule di un organismo in gravissimo e imminente pericolo? Come possiamo illuderci che questa tragedia non presenterà il conto, direttamente e concretamente, a ciascuno di noi?

Con tutta me stessa, sinceramente, io sono certa che, ogni sera e ogni mattina, tenacemente, sistematicamente, senza mai cedere né distrarsi, senza mai disperarsi ma anche senza illudersi che le cose si risolvano "da sole"... prima di immergersi nel sonno e prima di affrontare la giornata io credo che ciascuno di noi dovrebbe raccogliere tutte le proprie forze mentali e pregare per questo Pianeta, chiamare a raccolta il filo dei pensieri collettivo, fare appello alla coscienza planetaria che da qualche parte tesse, dall'energia dei pensieri, la struttura di ciò che si vede.
Io credo che OGNUNO di noi dovrebbe capire, e convincersi, che portare rettitudine e generosità nella propria, singola vita, smettendola di tramare in modo ridicolo per arraffare qualcosa, ma UNENDO ogni energia verso uno scopo comune: questo ci può salvare, solo questo, e va fatto in fretta".

domenica 2 maggio 2010

Avviamo una guarigione

L'ecocatastrofe di questi giorni ci offre lo spunto migliore per spiegarvi le ragioni per cui nasce questo blog. Spiegarle, e farci capire, non è facile, ma ci proveremo.

Noi sappiamo che quello che sta accadendo nel Golfo del Messico, non è solo un fatto "tecnico", la conseguenza di una sfortunata coincidenza e di un errore umano.
Noi SIAMO CERTI che l'immane marea nera che sta invadendo il mare è, letteralmente, anche la materializzazione di tutti i pensieri di paura, di sconforto e di odio che affollano il mondo.
Che siate d'accordo o meno con questo "retroscena", sul piano dei fatti NON illudetevi: questo incidente non avrà rapida soluzione, e le sue conseguenze sono incalcolabili. La frase "la BP pagherà tutti i danni" è addirittura comica. Non ci vuole un genio per capire che i danni sono talmente gravi da non essere valutabili, così come le conseguenze che ne deriveranno per tutti gli ecosistemi e per tutti noi. Per questo, l'immensità della tragedia che si sta consumando in quel tratto di mare ci riguarda molto da vicino.
E allora: cosa fare?
Imprecare? disperarsi? dimenticare? sperare? delegare, sapendo che non dipende certo da noi poter fare qualcosa..?
Secondo noi nessuna di queste cose. Secondo noi, invece, dipende proprio da noi poter fare molto di più di quello che abbiamo sempre creduto. Secondo noi è ora di smettere di delegare e di limitarsi ad azioni di protesta, e a pensieri distruttivi: è ora di capire quanto contano i nostri PENSIERI, e di metterli in campo.
Per spiegarvi meglio il nostro punto di vista vi chiediamo di investire qualche minuto nella visione di questo video...


Il mondo è malato, ma se capiamo quanto sono importanti i nostri pensieri, noi saremo gli anticorpi.
Noi crediamo fermamente che pensieri migliori possano diventare come miriadi, milioni, miliardi di bollicine d'ossigeno in grado di rivitalizzare l'aria, l'acqua e il mondo... Partecipa anche tu, porta i tuoi pensieri.
Attiviamoci, colleghiamoci, iniziamo una guarigione.
CHI SIAMO?
1. QUI il primo network del Loving Army.
2. QUI il sito che mette a disposizione ispirazioni e contenuti.