"..quando entra in casa sente il parlottare che giunge dalla cucina, è la voce della madre, la voce di Blimunda, ora l'una, ora l'altra.. appena si conoscono e hanno tanto da dire. E' questa grande, inesauribile conversazione delle donne, che sembra cosa da niente (questo pensano gli uomini), neppure loro immaginano che è questa conversazione che trattiene il mondo nella sua orbita; se non ci fossero le donne che si parlano tra loro, gli uomini avrebbero già smarrito ogni senso della casa e del pianeta. (..) Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita. Ma sono ancora i sogni che gli fanno una corona di lune, per questo il cielo è lo splendore che c'è dentro la testa degli uomini.. sempre che non sia la testa degli uomini il vero e unico cielo". (José Saramago, da "Il memoriale del convento")
Se il mondo ci va bene com'è.. niente da dire. Ma se volessimo davvero un mondo migliore.. Rendiamoci conto che noi avremo successo quando metteremo in pratica, consapevolmente, il nostro essere MICRORGANISMI, e come tali diverremo capaci di agire a livello di massa partendo dalla nostra specifica, minuscola individualità.
"...anche se non ci saranno dei rivoluzionari, se non ci sarà un movimento rivoluzionario, ci sarà comunque la rivoluzione (..). Ma la rivoluzione sociale a venire sarà anche molecolare, oppure non sarà".
E chi siamo noi per convincervi di quanto fossero profetiche queste parole di Guattari..? Ma da Gilles Deleuze e Guattari a David Bohm e Fritjoff Capra, da Gandhi ad Aurobindo... il mondo è pieno di spunti autorevoli che possono darci una mano ad aprire gli occhi sul potere del nostro pensiero e sull'importanza della nostra piccola, sottovalutata, azione.
... Sull'anniversario di oggi cito Marco Innocenti, il 6 giugno dell'anno scorso, sul Sole 24Ore: "Agli americani piace esagerare. Per l'operazione Overlord, l'attacco alla Fortezza Europa, gli Alleati mettono in campo la più grande forza da sbarco della storia: 155mila uomini per la prima ondata, 12mila aerei, 1.200 navi da guerra, 4.120 mezzi da sbarco con 950 carri armati. E' l'Invincibile Armata che viene dal mare. Obiettivo: le spiagge della Normandia. Cinque i punti di sbarco, cinque spiagge sabbiose su un fronte di 60 chilometri davanti a Caen: in codice Omaha, Utah, Sword, Juno e Gold. Di fronte hanno 50mila tedeschi, con 890 aerei, 21 navi, 127 carri armati, i pali piantati nella sabbia e i bunker del Vallo atlantico, quelli che Rommel giudica insufficienti e Hitler insuperabili. "Lo sbarco si giocherà sulla spiaggia -aveva detto il maresciallo tedesco - nel giorno più lungo della guerra". E' il giorno più lungo è il 6 giugno 1944, quello che gli americani chiamano il D-Day, dove D sta per decision, il giorno della decisione. (..) "Vengono a farsi divorare dal Grande Lupo", dice Hitler con cadenza austriaca e tutti scoppiano in una fragorosa risata. Il Fuehrer non crede che l'attacco in Normandia sia la vera invasione. Ma il suo leggendario intuito l'ha tradito. (..) Alla sera gli Alleati tengono saldamente le teste di ponte. In poche ore hanno avuto 2.500 morti. (..). Il giorno più lungo si è giocato sulle spiagge e Rommel si è trovato in mano solo il due di picche. Dal D-Day sono passati 65 anni e per i piccoli normanni quelle spiagge significano solo palette e secchielli. (...) I relitti dei mezzi da sbarco sporcano ancora la "spiaggia della morte" di Omaha, il cimitero di Colleville-sur-Mer ospita migliaia di croci bianche allineate a perdita d'occhio in un panorama pieno di spazi e di vento, con le nuvole che si rincorrono nel cielo".
Il nostro amato Corriere a quell'epoca era uno strumento del potere più vile; come (quasi) ogni organo di stampa. Ma ci piace, a 66 anni dalla sconfitta del Reich, constatare che la finta realtà della stampa di regime può essere spazzata via dai fatti.
Per celebrare questo 6 giugno vi segnalo 3 appuntamenti, che sono anche omaggi a un evento senza il quale forse oggi il mondo sarebbe perfino ben peggio di quello che è: A Barcellona, una serata allo storico Harlem Jazz Club, che apre le porte in appoggio alla Nave dei Diritti. A Milano, una festa popolare al parco del Paolo Pini, con spazi per bambini, musiche, dibattiti. A Torino, la prima edizione del Bike Pride: sarà presente la Nave a pedali; cioè un gruppo di sostenitori a 2 ruote della Nave dei diritti, che da Torino andrà fino a Barcellona in bici, a prendere la nave.
Questo post è mutuato da quello oggi pubblicato dal Partito dell'Amore, che trovate qui. Perché solleva una riflessione pienamente in linea con le convinzioni e gli scopi del nostro blog.
"3 milioni di litri di petrolio al giorno, da 37 giorni, fa ad oggi 110.000.000 di litri di petrolio già fuoriusciti dalla falla, a cui si aggiunge l'immane mole di altre sostanze dissennatamente scaricate in quantità stratosferiche con la speranza di "migliorare" o camuffare la situazione, quali solventi come il Corexit (4 volte più tossico del petrolio stesso), gli esplosivi, il cemento eccetera. E NESSUNO ha ancora la più pallida idea di come fermare l'emorragia del Pianeta, che lì sta, senza soccorso, come un organismo ferito, con la giugulare aperta.
Chi di noi è disposto a guardare in faccia DAVVERO quello che sta succedendo? Diciamo la verità... non guardare dà l'illusione che questo incubo apocalittico sia meno vero. O forse.. che forse, chissà.. che mentre ci distraiamo magari.. qualcosa migliori...
Accendi la televisione. I soliti burattini straparlano. Si preoccupano delle loro piccole beghe, e soprattutto di gestire, eternamente, i loro piccoli abusi salvando la faccia e i propri miserabili vantaggi, trafficano senza posa ciascuno col proprio carico di piccoli disastri nazionali, piccole ecocatastrofi, piccole guerre e traffici di ogni genere, piccoli genocidi e latrocini... tutte "piccole" tessere della distruzione da cui è difficile intuire la diretta ricaduta sulle loro minuscole, isolate e privilegiate esistenze. Come lo sono, in scala minore, i gesti distruttivi della miriade di ancor più piccole marionette, quelli che nella propria vita, allo stesso modo, combattono per piccoli successi, sgomitando gli uni contro gli altri in incessanti competizioni, per emergere, per farsi invidiare, per prevalere anche solo un po'.. ancora un altro po'; senza alcuna visione delle ricadute che, in bene o in male, hanno i loro pensieri ed azioni sul mondo, e dal mondo a loro stessi.
Ma questo evento, oggi, ora? Neanche questo, ci dice qualcosa? Come possiamo non vedere, finalmente e una volta per tutte, che siamo cellule di un organismo in gravissimo e imminente pericolo? Come possiamo illuderci che questa tragedia non presenterà il conto, direttamente e concretamente, a ciascuno di noi?
Con tutta me stessa, sinceramente, io sono certa che, ogni sera e ogni mattina, tenacemente, sistematicamente, senza mai cedere né distrarsi, senza mai disperarsi ma anche senza illudersi che le cose si risolvano "da sole"... prima di immergersi nel sonno e prima di affrontare la giornata io credo che ciascuno di noi dovrebbe raccogliere tutte le proprie forze mentali e pregare per questo Pianeta, chiamare a raccolta il filo dei pensieri collettivo, fare appello alla coscienza planetaria che da qualche parte tesse, dall'energia dei pensieri, la struttura di ciò che si vede. Io credo che OGNUNO di noi dovrebbe capire, e convincersi, che portare rettitudine e generosità nella propria, singola vita, smettendola di tramare in modo ridicolo per arraffare qualcosa, ma UNENDO ogni energia verso uno scopo comune: questo ci può salvare, solo questo, e va fatto in fretta".
Cosa garantisce i diritti? Il Rispetto. Senza rispetto non ci sono diritti, senza diritti non esiste rispetto. E a quanto pare anche i diritti sono collegati fra di loro in modo che togliere alcuni diritti ne sottrae anche altri.
Maria Luisa Busi lascia la conduzione del TG1, in quanto, da "giornale che ha dato voce a tutte le voci", ritiene che oggi dia "un'informazione parziale e di parte". E conclude così la lettera in cui chiede di essere sollevata dalla mansione di conduttore, rivolta al direttore Minzolini:
"Thomas Bernhard in Antichi Maestri scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno. Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere".
Ci dispiace.. in effetti tutto questo, non solo per Maria Luisa, ma anche per il TG1 e per gli ascoltatori non è una buona cosa.
Oggi c'è la tradizionale Marcia che ogni anno porta tantissime persone a testimoniare per la Pace camminando insieme dal mattino fino a sera, da Perugia ad Assisi, in mezzo alla bellissima campagna umbra. A chiunque capiti di partecipare, anche una sola volta, resta per sempre impressa l'atmosfera magica, e inusuale, che si respira in questa occasione- come si può spiegarlo? si respira la Pace, letteralmente. E' qualche cosa che non si può descrivere altrimenti: un senso di condivisione, un respiro comune che percepisce se stesso in una totale assenza di contrapposizioni: solo unione e pace. Ieri il coordinatore nazionale della marcia ha dichiarato: "abbiamo bisogno di continuare a camminare, quindi la Marcia di domani non finisce ad Assisi ma continua: non di 'eventi', abbiamo bisogno, ma di una marcia quotidiana, di un lavoro giorno per giorno; per questo abbiamo necessità di fare tutti un grande investimento educativo. Insieme per superare divisioni e distinguo in quella che non è una passeggiata, ma un laboratorio di riflessione politica che, ad ogni marcia, costruisce un'agenda che nasce dai seminari e laboratori preparatori, luogo di elaborazione di un'agenda politica della Perugia-Assisi. Agenda per suggerire alla politica, se non le soluzioni, il metodo per affrontare le crisi che attraversano l'Italia e il mondo”.
Ecco. Questo è anche la stessa cosa che intendiamo dire noi quando diciamo: sosteniamo il viaggio della Nave dei Diritti, ma solo perché la bellissima immagine di questo viaggio deve nutrire qualcosa che va ben oltre: un Movimento costante, quotidiano e incessante, proprio come lo è il nostro respiro, verso una cultura più consapevole e condivisa; verso un mondo migliore.
Questo è sempre stata la speranza più bella, il più grande sogno, per l'Umanità. Perché abbiamo smesso di sognarlo?
18 anni sono passati dalla strage di Capaci, e ricordando quella le ricordiamo tutte.
Nel 2006, per la prima volta, prese il mare una nave dedicata a questo anniversario, che è un giorno di lotta e di consapevolezza. Ogni anno la Nave della Legalità riprende il largo, portando a Palermo la solidarietà di chi ha coraggio e amore da contrappore alle mafie; ma da quest'anno le navi sono diventate 2: una porta il nome di Falcone, e l'altra di Borsellino.
Ps- riguardo ai contributi per la "chiamata alle arti", scrivete a lanavesullonda@gmail.com